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  • La Vie en Violette

Una passeggiata velocissima sull'arte della ceramica attraverso i secoli.

L'arte della ceramica è di incredibile antichità, basti pensare che le datazioni dei primi oggetti ceramici arrivano dal Neolitico , 17.000 A.C. ca., e ultimamente, con  altre testimonianze di studio si presume 20.000 anni fa. I reperti più antichi ritrovati fanno capire che tali manufatti appaiono, principalmente e inizialmente, in buona parte del medio ed estremo oriente.

Nacque molto probabilmente dall’osservazione da parte dell'uomo neolitico, nel notare che l’argilla essiccata al sole in maniera naturale, o dall'indurimento in seguito all'azione del fuoco sulle superfici in terra battuta, o sui rivestimenti argillosi, dava come risultato un materiale compatto e semi resistente, scoprendo poi, che la compattezza e resistenza dell’argilla si rafforzava facendola cuocere direttamente sul fuoco. I primi manufatti, ovviamente, erano tondeggianti, privi di decorazioni e grossolani.




Applicarono, in seguito, anse per determinati contenitori a seconda delle esigenze funzionali, e decorazioni sull'argilla ancora fresca, eseguite con valve di conchiglia o frammenti di legno o selce. I manufatti diventavano più perfezionati, allisciati e in diverse forme.

Se l'uso iniziale della ceramica fu finalizzato a una sua funzione pratica, ossia per contenere o recipienti per cuocere, con l’avvento della civiltà egiziana e cinese, iniziò ad essere lavorata per realizzare oggetti decorativi, in grado addirittura di rappresentare una posizione sociale. Ruolo molto importante lo ebbe nel corredo funebre, utile al defunto, di qualunque ceto sociale a cui appartenesse, per poter affrontare, con tali oggetti, la vita ultra terrena. Vasi funebri raccontano la storia della famiglia che onora il morto o le gesta compiute dallo stesso in battaglia

L’introduzione del tornio e di altre tecniche di lavorazione e di cottura, consentirono pian piano di ottenere oggetti di ceramica più raffinati e resistenti: forgiati e decorati, riescono ora a raccontare storie figurate ancor più aggraziate, permettendoci tra l'altro di avere pure testimonianze della loro civiltà.

Dopo l’Europa e la Cina, un’altra importante civiltà fondamentale nella storia della ceramica: l’Islam. La grande diffusione della ceramica nel mondo dell’Islam è fortemente legata all’espansione della religione musulmana: la religione musulmana non prevede immagini delle divinità, e la ceramica viene utilizzata per il rivestimento di cupole, portali e pareti con l’applicazione di piastrelle decorate.

Nel tardo Medioevo le ceramiche venivano realizzate ancora con il tornio, cotte al forno e impermeabilizzate con una vernice vetrosa, ma dopo il XIII secolo vengono introdotti anche altri colori e decorazioni ancor più sofisticate. 



Lo sviluppo di industrializzazione di fine dell’Ottocento diede un nuovo impulso alla lavorazione e alle dinamiche di nuove tecniche, permettendo di aumentare notevolmente la produttività, diminuendone i costi.


La seconda metà del novecento vede l’introduzione di altre considerevoli evoluzioni, come la pressa automatica, il forno a tunnel e in seguito l’atomizzatore; con queste risorse l’industria riesce a arrivare ad un carico di produzione ancora più esteso, necessario per sostenere una richiesta in forte incremento. La ceramica industriale viene quindi realizzata da grandi aziende, nelle quali la lavorazione è completamente automatizzata. Grazie a presse industriali, stampi multipli e strumenti avanzati, si riesce a lavorare l’argilla in modo veloce permettendo la realizzazione di prodotti ceramici in serie, di forme semplici e decori identici.

Non cerchiamo di dimenticare che invece l'arte manuale, nella quasi totalità, continua a dar vita a manufatti   ceramici che diverranno pezzi unici, ovvero pur essendo riproducibili non saranno mai identici. Creatività, manualità, dedizione, passione. Ogni oggetto è pensato e sviluppato uno per uno, con tutte le caratteristiche del lavoro artigianale. Nel XXI secolo l’arte della ceramica è una delle poche attività artigianali che sopravvivono. Curiamocene e seguiamole, come qualsiasi altra disciplina artistica che non vorremmo mai veder scomparire. 



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